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Il comune di Vistrorio appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

Vistrorio è uno dei dodici comuni che attualmente fanno parte della Valchiusella, area ancora incontaminata del Canavese. Il nome di questa regione piemontese ai confini con la Valle D'Aosta è di difficile collocazione etimologica a causa della mancanza di fonti scritte; il termine Canavese venne utilizzato per la prima volta intorno all'anno 1000.

La Valchiusella è inserita tra la Valle della Dora Baltea a nord est e le Valli Sacra e Soana a sud ovest; si estende per una lunghezza di 25 chilometri formando un grande arco volto verso est, attraversato dall'omonimo torrente, il Chiusella. È compresa tra le catene prealpine che hanno origine dal Monte Marzo (m 2756) e scendono sino a congiungersi con le morene formate dal ritiro dell'antico ghiacciaio valdostano, il ben noto anfiteatro morenico eporediese. I suggestivi laghetti di Meugliano e Alice sono ciò che rimane, invece, del ghiacciaio del Monte Marzo.

Il territorio si presenta nella parte superiore della Valle tipicamente montano; nella parte inferiore, dove sorge l'abitato preso in esame, l'aspetto paesaggistico si fa collinare; ampie zone coltivate prendono il posto dei vasti pascoli della parte più a nord della vallata. Al tradizionale lavoro nei campi, che ancora oggi viene svolto da pochi nel tempo libero, si affiancano da sempre l'allevamento, la produzione dell'olio di noci e la tintura della canapa, attività persa nel tempo con l'introduzione di tessuti di più semplice lavorazione.

Vistrorio è situato nella parte inferiore, conosciuta come Bassa Valchiusella, a circa 480 metri d'altezza. Si estende su una superficie di 4,63 km2 e conta attualmente 527 abitanti. Dista 54 chilometri dal capoluogo piemontese e soli 15 chilometri dal principale centro canavesano, Ivrea. Il territorio comunale si presenta in forma allungata, confinando con i paesi di Pecco, Lugnacco, Quagliuzzo, Strambinello ad est; Alice Superiore e il teatro morenico a nord; Issiglio e Vidracco a ovest. Si trova all'imbocco della valle, dove il Chiusella forma un grande lago artificiale, per poi gettare le proprie acque nella cateratta di Gussej con uno spettacolare salto di 30 metri. L'abitato è posto in una conca alla sinistra orografica del Chiusella.

Come spiega Bertolotti (1871), il nome Vistrorio è un nome unico in Italia e la sua origine è romana. L'etimologia del nome Vistrorio si fa infatti derivare da "Vicus Subterior" che indicava fino al XIV secolo il paese distinguendolo da "Vicus Superior", l'attuale Vico. Erano questi i due principali distretti a cui facevano capo i rimanenti comuni valligiani.

La storia valchiusellese, e conseguentemente vistroriese, è legata agli avvenimenti che hanno coinvolto tutte le terre del Canavese e che vengono ampiamente esposti da Giuseppe Maria Musso (1967).

È assai probabile che la Valle fosse abitata già nel Mesolitico e che, nel Neolitico siano apparsi i primi stanziamenti umani, come inducono a pensare i diversi reperti archeologici rinvenuti .

Le prime notizie storiche, però, risalgono al V secolo a.C., quando attraverso il Canavese passarono i Galli Celti: una delle loro tribù, i Salassi, si stabilì nella pianura canavesana, e questi furono sconfitti successivamente dalle legioni romane.

La dominazione romana garantì lo sviluppo della città di Eporedia e del suo fiorente mercato. Fece seguito un lungo periodo di stabilità, fino a quando nel 476 d.C. crollò l'impero romano d'Occidente. Le terre canavesane, così come quelle valchiusellesi, divennero facile preda per le popolazioni d'oltralpe. Non si hanno testimonianze certe di stanziamenti longobardi o barbari, ma una forte prova della conquista del territorio da parte dei Franchi, con i quali ebbe origine il feudalesimo.

Fu nel Medioevo che Vistrorio acquistò importanza. Data la sua posizione fu capoluogo della Bassa Valchiusella, comprendente, oltre Vistrorio, Rueglio, Alice, Gauna, Pecco, Lugnacco, Issiglio e Vidracco.

Occupandosi della storia canavesana, è doveroso citare la figura di Arduino d'Ivrea, conosciuto come l'antagonista dei vescovi, che scacciò dalla città e dai suoi possedimenti. Anche la Valchiusella si trovò costretta al suo potere. Alla morte di Arduino le terre furono spartite e l'alta Valchiusella, o Valle di Brosso, passò sotto il dominio dei conti di San Martino, i quali si distinsero per essere tiranni e spietati nei confronti del popolo. La Valle di Chy, altrimenti detta Bassa Valchiusella, restò possedimento della Chiesa eporediese. Nel 1300, il Canavese, infatti, era una zona dove i poteri forti non esistevano più: era un'area di interesse in particolare per i Visconti di Milano, il cui dominio si estendeva sino a Vercelli; per i Marchesi del Monferrato, che giungevano oltre Chivasso; per i Savoia, i quali occupavano anche la Valle d'Aosta. Il 1300 è stato un secolo di moti ad opera del popolo, non solo in Canavese, ma in tutta Europa. Infine, si registra un periodo in cui la terra di indagine era divisa in contee in mano a signori feudali, di Valperga e di San Martino. La Valchiusella fu scenario di lotte tra i signori di San Martino e i Savoia: nel 1386, i paesi soggiogati dalla tirannia giunsero ad un'improvvisa e violenta rivolta armata; i castelli colti di sorpresa furono vinti, incendiati, diroccati e i castellani, che non fecero in tempo a fuggire, giustiziati. Questi atti di ribellione sono conosciuti con il termine di "Tuchinaggio", tremenda rivolta popolare che, per quanto concerne la valle del Chiusella, culminò in quel di Brosso con la distruzione del castello da parte dei "tuchini" . Fu Amedeo VII, il Conte Rosso, a porre fine a questa decennale rivolta.

La Valchiusella passò sotto il dominio sabaudo, dopo una lunga trattativa di pace che si concluse nel febbraio del 1387 sulla pubblica piazza di Vistrorio, alla presenza e con il consenso del popolo; per quanto riguarda la comunità qui analizzata, venne nominato console Giovanni Castelli . Consideriamo questo atto la fine del Tuchinaggio valchiusellese.

All'inizio del XVI secolo il Canavese, così come l'intero Piemonte, divenne campo di battaglia tra Francesi e Spagnoli per il possesso del milanese. Le guerre si conclusero con la pace di Cherasco, firmata da Vittorio Amedeo I, dopo la quale Vistrorio divenne possedimento sabaudo.

Il XVIII secolo fu periodo di pace, ad eccezione delle liti tra i comuni, mentre la Valle di Chy (bassa Valchiusella) fu ancora interessata dal movimento noto come la "Rivolta degli zoccoli" ( primi anni del 1800).

Sino al 1814 il Canavese restò sotto il dominio napoleonico; con la Restaurazione ritornarono i Savoia. Ebbe inizio un periodo in cui il commercio, la nascente industria e l'artigianato trovarono sviluppo; le città e i piccoli paesi crebbero e gli abitanti, non più segnati da epidemie e carestie, ripresero il lavoro della terra.

La Valchiusella partecipò ai moti del 1821, mandò i suoi uomini a combattere nelle due grandi guerre e, soprattutto, fu teatro di combattimento durante la Resistenza.

Nel secondo dopoguerra si aprì un clima di rinnovamento con Adriano Olivetti e lo sviluppo, anche internazionale, dell'omonima industria fondata a Ivrea nel 1908 da Camillo Olivetti, la quale si occupava dalla nascita di macchine da scrivere per passare poi ad interessarsi di elettronica ed informatica ed è stata fino agli anni Novanta del secolo scorso il centro propulsore dell'economia canavesana. Fallita verso la fine dell'ultimo decennio del novecento, ha provocato una tale disoccupazione non riassorbita.